Pesticide Action Network - Italia

Manifestazioni contro i pesticidi

Testo di Gianluigi Salvador

Di fronte al mainstream che sotterra le evidenze, parlano le delibere regionali e soprattutto i cittadini, sempre più impauriti, e sempre più organizzati.
Con la frattura che è sorta sui temi ambientali fra le comunità e le Istituzioni regionali e comunali, è sempre più forte l'esigenza di manifestare in piazza i propri disagi di fronte a processi produttivi agricoli inquinanti, come riconosciuto e riportato nella Delibera di Giunta regionale veneta n.1379/2012, delibera che invita i Cittadini a "chiudere le porte e le finestre, a copri re l'orto con teli e a non sostare nelle vicinanze dell'appezzamento da trattare".

Una specie di "TSO" - trattamento sanitario obbligatorio, per migliaia di cittadini e famiglie che vogliono evitare rischi per la propria salute. Una situazione drammatica che va contro dieci articoli della Costituzione (vedi opuscolo), che porta inevitabilmente a dire che l'utilizzo dei pesticidi di sintesi, tutti sconosciuti all'evoluzione, sono una tecnologia nuova completamente fuori controllo e quindi pericolosa, anche perché essi sono stati inventati e progettati a tavolino per uccidere la vita.

Questi, e tanti altri motivi insopportabili hanno portato a manifestare due mesi fa tremila Cittadini a Revine Lago, e ora un migliaio di Cittadini a Conegliano, in una lunga fiaccolata convinta e composta, organizzata dal comitato Colli puri di Conegliano, fiaccolata che alla fine ha consegnato al Sindaco di Conegliano Fabio Chies un documento con dieci richieste (vedi opuscolo allegato) anche in un'ottica di un futura certificazione UNESCO nella DOCG prosecco, una certificazione improponibile senza il consenso ampio e convinto da parte della popolazione nei confronti della tutela della salute dell'uomo e della conservazione dei fattori ambientali (aria, acqua, suolo, cibo ed ecosistemi) che sono reali BENI COMUNI e non solo un simbolico Patrimonio dell'Umanità.

Dieci richieste che, come si legge nell'opuscolo allegato, chiedono una inversione di rotta esplicita, tra l'altro: un rifacimento dell'attuale ingestibile regolamento di polizia rurale, un referendum sull'esempio di quello in atto sui pesticidi nella Federazione svizzera, ed una valutazione seria degli enormi costi esterni ambientali, sociali ed economici che questi processi produttivi agricoli inquinanti producono, costi esterni tutti a carico della collettività (gli agricoltori sono meno del 5% della popolazione).